Muoversi per pensare

MUOVERSI PER PENSARE

Come l’attività fisica sostiene lo sviluppo cognitivo e le funzioni esecutive in adolescenza

Durante il periodo dell’adolescenza, tra i 12 e i 18 anni, il cervello attraversa una fase di profonda riorganizzazione che coinvolge le funzioni cognitive superiori, in modo particolare le funzioni esecutive, fondamentali per l’autoregolazione, la pianificazione e la gestione dei comportamenti complessi.

In questo periodo di intensa plasticità cerebrale, l’attività fisica e i giochi motori rappresentano contesti privilegiati per sostenere lo sviluppo cognitivo, offrendo situazioni ricche di decisioni, adattamenti e regolazione del comportamento.


Le funzioni esecutive: un percorso evolutivo

Le funzioni esecutive non maturano simultaneamente.

L’inibizione della risposta è la prima a svilupparsi, osservabile già nella prima infanzia nella capacità di trattenere un impulso o attendere una gratificazione.

Successivamente emergono:

  • la memoria di lavoro
  • la flessibilità cognitiva

Queste assumono un ruolo centrale durante la scuola primaria, sostenendo apprendimento e problem solving.

Con l’adolescenza migliorano ulteriormente:

  • la pianificazione
  • il pensiero strategico

Queste abilità si fondano sulla maturazione delle funzioni esecutive di base e sulla progressiva riorganizzazione delle reti neurali nei lobi prefrontali e nelle loro connessioni con le strutture cerebrali profonde, coinvolte nell’integrazione tra cognizione ed emozione.

Un elemento chiave per la crescita cerebrale è rappresentato dalla stimolazione motoria e cognitiva, che favorisce:

  • la formazione delle connessioni sinaptiche
  • il loro rafforzamento
  • la maturazione delle reti neuronali

Il cervello in crescita: pruning ed esperienza motoria

Lo sviluppo cerebrale è caratterizzato da:

  1. una fase iniziale di intensa proliferazione neuronale
  2. una fase successiva di potatura sinaptica (pruning)

Durante il pruning vengono eliminate le connessioni meno funzionali, rendendo il cervello più efficiente.

Le esperienze vissute influenzano quali connessioni verranno mantenute. In questo contesto, i giochi motori assumono un ruolo fondamentale.

Attività che richiedono:

  • controllo degli impulsi
  • scelta tra alternative
  • adattamento a situazioni variabili

possono sostenere lo sviluppo di:

  • processi inibitori
  • memoria di lavoro
  • flessibilità cognitiva

È importante sottolineare che le funzioni esecutive sono interconnesse: è quindi difficile stimolarle in modo isolato. Giochi strutturati con regole, decisioni e adattamento strategico attivano simultaneamente più processi.


Giochi motori come contesti di problem solving

La letteratura evidenzia come i giochi motori siano veri e propri contesti di problem solving.

Attività che richiedono:

  • decisioni rapide
  • pianificazione
  • adattamento

stimolano:

  • la creatività
  • la capacità di affrontare situazioni nuove

Le evidenze mostrano inoltre che queste competenze sono trasferibili ad altri ambiti della vita quotidiana e scolastica.

In particolare, lo sviluppo delle funzioni esecutive è associato a migliori prestazioni in:

  • matematica
  • scienze
  • lettura

Implicazioni educative per l’insegnante di educazione fisica

Per l’insegnante di educazione fisica è importante proporre attività che non siano solo tecniche, ma includano:

  • giochi con regole variabili e situazioni imprevedibili
  • attività che richiedano decisioni e strategie
  • contesti cooperativi e competitivi
  • esperienze che stimolino autoregolazione e controllo degli impulsi

In questa prospettiva, l’attività fisica diventa uno strumento educativo completo, capace di sostenere sia lo sviluppo motorio sia quello cognitivo.

Nel contesto scolastico, l’educazione fisica rappresenta un ambiente privilegiato per stimolare:

  • decisione
  • autoregolazione
  • adattamento

Le lezioni in palestra possono diventare spazi di apprendimento trasversale, utili anche per:

  • la gestione dei compiti scolastici
  • la collaborazione
  • il problem solving

Funzioni esecutive in palestra: esempi pratici

Inibizione

  • giochi di stop and go
  • cambi di regole improvvisi
  • esercizi con attesa del proprio turno

Memoria di lavoro

  • percorsi motori da ricordare e riprodurre
  • sequenze di movimenti progressivi
  • giochi a staffetta con consegne multiple

Flessibilità cognitiva

  • giochi con varianti di regole
  • cambi di ruolo o strategia
  • situazioni di problem solving motorio

Queste proposte mostrano come la palestra possa diventare uno spazio efficace per lo sviluppo cognitivo e autoregolativo.

 

Dott.ssa Marzia Steffani